Copertina romanzo su Parigi, vivere a Parigi, pro e contro di Parigi, italiani a parigi


  1. Editore: Castelvecchi
  2. Anno: 2020
  3. Collana: Narrativa
  4. Pagine: 314

 

 Il cielo è limpido, solcato solo dalle scie di condensazione di aeroplani a trentamila piedi. Il sole irradia una luce più chiara rispetto a Bologna.
Fa danzare sulla superficie della Senna riflessi blu velluto, verde vetro.
Socchiudo gli occhi fino quasi a chiudere le palpebre.
Mi fermo nel punto in cui le ciglia si toccano e i punti di luce diventano cerchi, dischetti bianchi, un rudimentale effetto psichedelico da ozio al sole, da lucertola.
Lo champagne infonde ottimismo.
Mi godo il momento, mentre dalla cassa toracica si diffonde una dolcezza che non sentivo da tempo.
Chi era lo scrittore che diceva essere parigini non è essere nati a Parigi, ma esserci rinati?
Ho la sensazione di essere atterrato al posto giusto al momento giusto. Sto cominciando a caricarmi.

La laurea a quasi trent'anni sigla la fine della stagione universitaria di Livio, ma Bologna sembra volerlo trattenere, generosa più che mai di incontri e di avventure notturne.

Al primo contratto di lavoro segue un trasferimento, un periodo febbrile a Parigi e, dopo una brusca interruzione, la partenza verso un'isola defilata delle Cicladi.

L'erotismo vissuto con amiche o compagne di una notte detta il tempo della vicenda, alternandosi ai ricordi e alla ricerca della causa dell'incidente di volo nel quale Livio da bambino ha perso il padre pilota.

Insieme alle ragazze, protagonisti del romanzo sono i luoghi, raccontati attraverso una scrittura lucida e prospettive limpide, quasi fotografiche: Bologna, l'Adriatico, Parigi e "K", la minuscola isola nell'Egeo dove Livio è di nuovo pervaso da un'esaltante fiducia nel futuro, in una nuova grande stagione.

Un romanzo di esordio incalzante e magnetico.

(Dalla quarta di copertina)   



Ascolta un estratto del romanzo
letto dal doppiatore Michele Celoni
per
RadioBlogNews
 

 

 

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Ne parlano (In progress...)

  Una scrittura definita, puntuale, cesellata.

(Gaia Matteini, Il Corriere Romagna)

  Restituisce la città verace, palpitante, in presa diretta.

(Renato Barilli)

  Descritti magistralmente gli scenari urbani, bolognesi e parigini.

(Renzo Brollo, Il MangiaLibri)

  Da una parte c’è l’incipit del romanzo e l’introduzione del tema principale,
lento ma non troppo; dall’altra la vita prende il sopravvento
e ci si lancia in una rumba scatenata...
Una voce già matura, autorevole, nonostante questo sia il suo esordio nel romanzo.

(Matteo Bugliaro, Piego di Libri)

  Viene a crearsi nel lettore un effetto ipnotico, di totale immersione...
Ruggiero è bravissimo a ritrarre prima la seducente Bologna universitaria, poi Parigi
e infine, quasi per contrasto con la debordante vitalità delle città, l’isoletta greca.
Un luogo quasi desolato, un paesaggio dell’anima.

(Edoardo Zambelli, Satisfiction)

  Le descrizioni di Parigi attraverso gli occhi e l’obiettivo del protagonista sono tra le più
belle regalateci dall'autore: la città palpita attraverso le sue parole, è viva e pulsante,
è come se sulla bicicletta di Livio ci fossimo anche noi, inebriati dal vento della capitale.

(Luisa Perlo, Il Font)

  Merita di essere assaporato senza fretta, capitolo dopo capitolo.

(L'Unità / Articolo21)

  La più divertente descrizione delle ragazze parigine che abbia mai letto...

(Una lettrice)


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  Un libro che è un omaggio alle città,
alla giovinezza e al cambiamento. E anche alla musica.
(Cristina Cantiani, Read and Play)

Immergiti nella sontuosa playlist (3 h 51 min)
composta da Cristina Cantiani di Read and Play,
con la musica ascoltata dal protagonista nel libro...








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