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CASE
Tattoo House
Melbourne. Tosaerba e tombini da fumetto.
Una casa come una scatola. E un albero adesivo...
di Paolo Ruggiero
Sembra uscito da un pugno sulla tastiera:
Fitzroy
In realtà è il nome di un tranquillo
quartiere della periferia di Melbourne. Fitzroy North, diecimila
abitanti, tosaerba in funzione e tombini da fumetto. Una densità di
posti auto pro capite impressionante: chi ci abita può parcheggiare
"giusto di fronte" a qualsiasi edificio.
E Melbourne da qui si raggiunge anche
correndo, con un po' di polmoni.
Eppure anche in questo
luogo-rendering, all'ombra di lampioni non biodegradabili c'è chi
trasloca, ci sono i vicini, ci sono regole. Per esempio quella che
impone il 75% di superficie opaca per le finestre del secondo piano, per
ragioni di riservatezza.
Questo progetto è l'estensione di
un'abitazione venduta da una famiglia a una coppia di giovani creativi,
che per darle un restyling si sono rivolti a un architetto coetaneo,
Andrew Maynard.

"Le loro idee erano piacevolmente vaghe",
racconta. "Volevano un ambiente nuovo, con un ampio living e una cucina
accogliente. Luce naturale il più possibile e soffitti alti".
Maynard ha cercato di non spegnere lo
slancio dei committenti ma ha dovuto fare i conti con un budget ridotto
e con lo spazio disponibile.
Ecco dunque alcune decisioni
"strategiche". "Sono partito dall'idea di una scatola: la forma più
pratica che un architetto possa adottare con poche risorse", spiega
Maynard.
"La casa originaria non aveva proiezioni
verso l'esterno. Allora ho disegnato uno spazio aperto, quasi una
tettoia che introduce all'interno".
L'architetto si è ispirato con una
striscia di cartone, e piegandola cinque volte su se stessa ha ottenuto
il modello di questa estensione, che quando la vetrata di ingresso è
aperta sembra sfidare la gravità.
"Un'altra idea... è stata quella di
ridurre al minimo le idee", scherza Maynard. Poche soluzioni-chiave per
raggiungere più scopi contemporaneamente.
Così ogni elemento all'interno della
Tattoo house realizza più funzioni con la massima efficienza: il banco
cucina diventa parte della scala, le schermature sulle vetrate
contribuiscono all'isolamento termico, la disposizione delle finestre
crea un "effetto camino" che ottimizza l'efficienza energetica.

E per rispettare la regola dell'opacità,
ecco la soluzione geniale: sulla grande vetrata un albero adesivo
resistente ai raggi UV.
L'immagine è tratta da fotografie
scattate in un giardinetto nei dintorni, e proietta all'interno le
stesse ombre di un albero vero.
Così il vicinato non cede alla tentazione
di guardare dentro, e il sindaco è contento.
E se un giorno si vorrà fare un gesto
anarchico, basterà strappare via l'adesivo, inondando la casa di luce.

Casa Trend, 12/2011
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