Aftersummer. Un'esplorazione dell'Adriatico fuori stagione

Un'immersione fotografica dentro la "bassa stagione" della Riviera Adriatica.
Da Trieste a Riccione.

Prima sui litorali sferzati dalle raffiche, tra superfici quasi lunari dove non c'è più traccia di vacanza.
Poi nelle vie deserte, tra villette e condomini spenti, pizzerie impacchettate, minimarket sigillati.

"Quando finisce l'estate, in questi luoghi cala un tempo dilatato da fermo immagine.
E sembra un'allucinazione del ricordo la folla balneare che era qui solo qualche settimana prima".

Work in Progress. Updated on Spring 2022
Adriatico d'Inverno - Post-atomico

Metà settembre 1995, un sabato all'alba. Guido a velocità di crociera verso Lignano Sabbiadoro, sul Mar Adriatico. Un magnete balneare che ad agosto attrae 300mila villeggianti, che dopo l'estate si svuota: un paese fantasma.

Parcheggio contro un muretto sbrecciato che separa strada e spiaggia. Ecco i litorali amati anche da Hemingway. Ecco il mare. In lontananza, solo due ragazze. Passeggiano sull'arenile. Cammino anch'io: "chiusi per ferie" i minimarket, gli alberghi, stabilimenti balneari con palme a riposo.

È un set da cinema, una città evacuata e lucidata dalla brezza. Un paesaggio post-atomico che si lascia scansionare nei dettagli. Quando finisce l'estate, da queste parti cala un tempo dilatato da fermo immagine, e sembra un'allucinazione del ricordo la folla balneare che era qui solo un mese prima.

[Continua all'interno, tra le foto...]

Dal 1995 ad oggi

queste foto sono diventate sempre più semplici, "antifotografiche".

Le inquadrature quasi "portate" dall'evidenza ipnotica, frontale
di scenari e oggetti.

Finalmente sovrani del litorale,
del proprio Adriatico silenzio di brezza.

I luoghi, da Nord a Sud

Trieste, Grado, Latisana, Lignano Sabbiadoro, Lignano Pineta, Lignano Riviera, Bibione, Bibione Pineda, Caorle, Eraclea Mare, Jesolo, Lido di Jesolo, Litorale del Cavallino, Punta Sabbioni, Lido di Volano, Lido di Pomposa, Lido di Spina, Casalborsetti, Marina di Ravenna, Punta Marina, Lido Adriano, Lido di Dante, Lido di Classe, Lido di Savio, Milano Marittima, Cervia, Pinarella, Cesenatico, Bellaria, Igea Marina, Torre Pedrera, Viserbella, Viserba, Rimini, Riccione.

map

"La cosa migliore è partire presto, ancora al buio.
Al primo distributore, fuori porta, deserto,
il profumo fresco della benzina
te lo godi in silenzio mentre fai il pieno.
Mezz'ora dopo è tempo di una brioche appena sfornata all'autogrill,
poi l'autostrada si srotola dolce, senza traffico,
lasciandoti alle spalle il casello scorri su un tratto di strada statale,
qualche buca fa rimbalzare l'avantreno, alberi isolati sfilano a lato.
Infine parcheggiare sul lungomare, o in un vicolo di sabbia e pigne,
stringere i lacci alle scarpe, sistemarsi un treppiede a tracolla.

Tu qui in qualche minuto sfogli un centinaio di foto,
e altre se ne aggiungono dopo ogni ritorno al mare.

Quante fotografie, quanti provini scartati, anche, che un giorno sarebbe bello
incollarli tutti assieme su una parete.
Solo rullini, all'inizio, poi quelle lenti anni 70 montate pure sul sensore digitale.

Guidare verso la Riviera fuori stagione, durante l'università,
era anche un modo per sgombrare la mente, liberare lo sguardo,
farlo rimbalzare come in un vecchio videogame da C64
tra vicoli deserti, semafori spenti, terrazzini che sporgono disabitati,
muretti in calcestruzzo che soprattutto nelle vie più interne
sono ancora quelli dell'inizio,
delle prime vacanze in riviera, un'edilizia anni 60 e 70
che si è alleata in qualche modo a vento e salsedine,
lasciandosi sbiadire dolcemente, oppure rivelando
sfarinature di più strati di intonaco, affiorano colori
che puoi trovare solo da queste parti.

Raggiunta la spiaggia, guardare oltre le dune,
verso quell'orizzonte così basso e vasto, da California Adriatica.
Camminando, respirare a pieni polmoni aria iodata prima di un esame,
camminare per chilometri sopra la sabbia elastica, un lieve effetto da suolo lunare,
accanto a quell'orizzonte celeste pallido, quasi immobile anzi poco mosso.
È così ancora oggi, dopo molti anni.

Tu non sai (ma forse sì) quanto possa aiutare a schiarirsi le idee un caffè ristretto
preso in un bar di Pinarella, vicino a Cervia,
o a Lido di Classe, in questa ineffabile eppure amica riviera d'inverno."

Alcuni dei Maestri che sin dagli anni 90 mi hanno ispirato in questo viaggio, e a partire dai quali ho poi cercato altri percorsi, una personale messa a fuoco tra l'esplorazione di questi luoghi e la loro rappresentazione fotografica:

Stephen Shore, Joel Meyerowitz, Luigi Ghirri, Giovanni Chiaramonte, Olivo Barbieri, William Eggleston, Lewis Baltz, Ugo Mulas, Guido Guidi, Mario Cresci, Paola De Pietri, René Burri, Andreas Gursky, Philip-Lorca diCorcia, Roberto Koch, Richard Misrach, Thomas Struth, Nino Migliori, Mimmo Jodice, Jeff Brouws, Franco Vaccari...

"C'era il soffio continuo del vento che spargeva la sua musica simultanea uniforme sulla spiaggia,
un suono senza interruzioni, teso, talvolta appena modulato per il volume d'aria spostato, per l'ostacolo incontrato.
Un terzo canto sbatteva nell'aria marina, fatto di stoffe lacerate
e tessuti consumati che il vento scuote, che il sale ha ispessito... "
Da Sotto i cieli d'Italia (Sironi), di Dario Voltolini