Il forno notturno: ultimo ciak, capolinea, stazione in cui si scende dalla notte e dalla veglia,
se ancora non ci si era addormentati.

Oppure, per paradosso: ambiente luminoso che fa sfumare i sogni, ci riporta alla realtà.
Arrivati al forno, i giochi sono già fatti.

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Qui sono rare le sorprese, i colpi di scena:
è un finale morbido, tutto viene rimandato.

Improbabili i nuovi incontri, nonostante il locale affollato,
e anche ritrovare qualcuno dopo mesi è un sottotono:
dietro il “ciao!”, preme impaziente un “ci si sente..”.

Mentre il fornaio taglia tranci di pizza, noi si taglia corto,
si trancia pensieri smozzicati, ironie a bocca piena.

L’after-hour, insomma, dispone perlopiù a un breve momento di intimismo,
a un minuto di silenzio per se stessi, salato o zuccherato.


Articolo pubblicato nel 2001 su Il Bello di Bologna,
supplemento del quotidiano Il Domani di Bologna.

le strade di bologna zone universitaria di notte