Il forno notturno: ultimo ciak,
capolinea, stazione in cui si scende dalla notte
e dalla veglia,
se ancora non ci si era addormentati.
Oppure, per paradosso: ambiente luminoso che fa
sfumare i sogni, ci riporta alla realtà.
Arrivati al forno, i giochi sono già fatti.

Qui sono rare le sorprese, i colpi di scena:
è un finale morbido,
tutto viene rimandato.
Improbabili i nuovi incontri, nonostante il locale
affollato,
e anche ritrovare qualcuno dopo mesi è un
sottotono:
dietro il “ciao!”, preme impaziente un
“ci si sente..”.
Mentre il fornaio taglia tranci di pizza, noi si
taglia corto,
si trancia pensieri smozzicati, ironie
a bocca piena.
L’after-hour, insomma, dispone perlopiù a un
breve momento di intimismo,
a un minuto di silenzio
per se stessi, salato o zuccherato.
supplemento del quotidiano Il Domani di Bologna.


