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Street Rave Parade Slide show

Per SvelaBo, luglio 2005

Reportage dallo Street Rave,

sfogliando immagini pescate nel web.

 

di Paolo Ruggiero

 

In rete c’è un'istantanea, nome del file DSCN3230, formato jpeg. In primo piano un giradischi Technics a trazione diretta modello SL1200. Sul piatto un 33 giri con etichetta celeste. Una mano sinistra accompagna il disco.

Appoggiata al bordo destro della consolle una bottiglia di acqua minerale da mezzo. Fuori fuoco sullo sfondo, una folla come tante macchie di colore. Come punti di pennarello premuto troppo a lungo sulla carta. Il terzo superiore della foto è verde di platani fuori fuoco.

[Sabato 25 giugno 2005, ore 18, nuvole gonfie d’acqua.

Il battito sonoro che sale dai giardini Margherita è talmente forte che potrebbe anche squarciarle le nuvole e far piovere. Ma ancora non piove. La miscela di tekno-d’n’b-goa-trance-industrial rimbalza anche in Via San Donato. Frusta l’intonaco, rotola tra le vie deserte.]

Un altro jpeg, nome del file DSCN3255. Riprese da un metro leggermente decentrate, tre ragazze sedute sul prato. La ragazza a sinistra ha capelli scuri color asfalto bagnato. È l’unica che fissa l’obbiettivo. Zoommando al 1600% con il programma di visualizzazione il suo occhio castano si espande diventa un prisma di tanti colori.

Le due snikers alluminio ai piedi della ragazza al centro poggiano sul margine inferiore della foto. La ragazza più a destra fissa lo schermo di un videofonino. Indossa un bikini verde Pantone 375 intonato al braccialetto di plastica. Abbozza un sorriso.

[Il sociologo Zigmunt Bauman scrive: «Forse è questo il motivo per cui anziché riferire la propria esperienza e le proprie prospettive in termini di “rapporti” e “relazioni”, uomini e donne parlano sempre più spesso di connessioni, di “connettersi”. (...)

Le connessioni sono “relazioni virtuali”. (...) A differenza delle “relazioni vere”, le “relazioni virtuali” sono facili da instaurare e altrettanto facili da troncare. Appaiono frizzanti, allegre e leggere rispetto all’inerzia e alla pesantezza di quelle “vere”».]

Un altro jpeg, nome del file DSCN3261. Inquadrato leggermente dall'alto, il posteriore di una Fiat Uno modificata e rinominata “L47-Mutoid”. La capote è stata presumibilmente asportata con lancia termica, sostituita da un roll-bar rivestito di materiale spugnoso.

Lo scatto è quasi in controluce. L'ombra dell'auto avanza sulla ghiaia verso lo spettatore. In secondo piano: un camper a tre quarti. Nessuna presenza umana in questa foto.

[Sono stati stimati circa 100.000 partecipanti. Tra le droghe più richieste c’è la ketamina. Un potente anestetico per cavalli. Una sostanza responsabile di crisi epilettiche e di collassi. Nelle persone. Nelle pasticche (nelle paste), insieme a una minima percentuale di MDMA (il principio attivo dell'ecstasy) c'è la possibilità che siano stati impastati, tra l'altro: granito sbriciolato, calcio, talco, stricnina. Puro veleno. Qualcuno spaccia pasticche finte per vere. Sono di farina di ceci e bicarbonato.]  

street rave parade, bologna

Un altro jpeg, nome del file DSCN3280. Riprese di spalle, si contano 16 persone intere (in piedi sul prato) e una a metà (l'altra metà è rimasta fuori dal bordo sinistro dell'immagine). Una ragazza con gonna vintage lunga viola guarda il suolo sembra cercare qualcosa forse un quadrifoglio tra l’erba bruciata.

Due terzi dello sfondo sono occupati da un rimorchio sul quale sono assemblati 9 grossi diffusori grigi. Le uniche scritte leggibili nella foto: il numero 31 cubitale bianco su una canotta rossa; il numero 7 cubitale nero su una t-shirt arancio.

[La Street Rave Parade quest'anno è stata dedicata a Giuseppe Ales. Un ventitreenne di Pantelleria che si è suicidato tre mesi fa alla vigilia di un processo che lo vedeva imputato di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti, in seguito al ritrovamento nella sua abitazione di tre piantine di marijuana.]

Un altro jpeg, nome del file 20050625. La luce è abbagliante. C’è una tettoia in bambù ripresa dall’alto, quadrata. Appoggiata su un supporto verde tipo tappeto di roulette. Si legge una scritta: Papeete, su legno scuro.

Una struttura a traliccio regge due diffusori puntati sulla spiaggia. La spiaggia è gremita di decine centinaia di persone.

Quasi tutti sono abbronzati. Quasi tutti alzano entrambe le braccia, come il Dj. L’ottavo superiore della foto è occupato da una striscia di mare.

Si intravede un molo in cemento armato sul margine destro in alto. Proprio andando a cercarla, c’è una vela chiara minuscola, tra mare e due millimetri di cielo.

[«Ciao Ila, siamo a MilanoMarittima con la Fede. Nn venite? Ke fate ancora a Bologna?!?! Ha piovuto? Baci».] 

Messaggio inoltrato.

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